Obama, i droni, Guantanamo. Cosa cambia?

guantanamo-cp-5050381Il presidente Obama sta cominciando il suo discorso sulla sicurezza nazionale. Sarà una specie di discorso di inizio secondo mandato nel quale delinea le linee guida e risponde su alcuni grandi temi che sono anche le sue zone oscure o promesse non mantenute. Segnatamente, i droni e la mancata chiusura di Guantanamo. I problemi da affrontare sono di natura politica, di diritto nazionale e internazionale, morali, strategici. Una conference call con alcuni dei responsabili dell’elaborazione delle politiche tenuta a due ore dal discorso ci aiuta a capire. Un primo fatto: sono mesi che gli esperti lavorano alle nuove policies. C’è un lavoro serio in risposta a diverse preoccupazioni montanti. Prendiamo i temi uno a uno.

I voli dei droni

Il numero di voli è diminuito per due ragioni. Quella militare strategica è relativa alal guerra in Af-Pak. Meno militari impegnati al fronte significa meno necessità di coprirli e proteggerli dal cielo. Ergo meno attacchi di droni. Inoltre, ripetono da mesi dall’amministrazione, il nucleo di al-Qaeda è decimato e i droni servono a colpire la rete terroristica. Anche in quel caso, quindi, un argomento per usarne meno. Quando usarli? Obama annuncia una policy che prevede più passaggi prima di colpire, più cautela e più verifiche. Ad oggi era praticamente lui a decidere. Inoltre la responsabilità passerà dalla CIA al Pentagono. Ovvero operazioni militari e non dei servizi segreti. Più controlli, quindi. Il passaggio ai militari significa ridimensionare il super ruolo avuto dalla CIA nella guerra al terrore globale a partire da Bush in poi – e per certi aspetti ampliato dal passaggio di Petraues dall’esercito alla guida dei servizi. Sul tema, dicono a Brookings Institution, ci sarà grande attenzione da parte dei nuovi leader pakistani. I droni sono “il” tema scottante delle relazioni difficili tra i due Paesi.

Guantanamo

Obama ribadisce l’intenzione di chiuderla. Serve che il Congresso torni a rendere meno difficile trasferire alcuni prigionieri in Yemen (quelli di nazionalità yemenita) e individui un luogo in America dove poter fare istituire una corte speciale di quelle che devono fare i processi a questi ibridi nemici combattenti – ovvero prigionieri di guerra che non combattono per un esercito straniero e non sono militari, la trovata della guerra globale al terrorismo per tenere gente a Guantanamo sotto un ombrello giuridico. A Guantanamo ci sono ancora 166 persone, al momento in sciopero della fame. Alcune non possono essere processate, altre si sa che sono più o meno innocue, altre vanno processate e condannate. Ma con strumenti giuridici consoni. La prigione costa, è un obbrobrio giuridico, un enorme strumento di propaganda per chi professa il terrorismo e un motivo di indignazione per molti nel mondo islamico. Va chiusa, Obama vorrebbe chiuderla me deve trovare gli strumenit per farlo. Il COngresso dovrebbe dargli una mano. Questo chiede il presidente.Magari sapendo che troverà un ostacolo nei repubblicani. In quel caso potrà accusarli di non aver fatto nulla. E siccome la chiusura di Guantanamo la chiede la sinistra, l’argomento potrebbe anche essere recepito almeno da una parte della società Usa.

In generale: Obama ribadirà che i droni si usano perché sono meno dannosi e letali della guerra vera. Tra colpire per sbaglio civili con un attacco e un bombardamento a tappeto, meglio la prima cosa. La guerra al terrore globale non è più un issue: i pericoli sono gli stessi e si combattono in varie forme, ci sono i singoli nel Paese, l’estremismo casalingo, le milizie regionali che combattono guerre locali e così via. Attacchi ce ne sono stati sempre e morti americani anche, non abbiamo fatto sempre guerra mondiale al terrore. Ma la guerra vera e propria – i droni – servono a combattere una rete terroristica specifica, quella ad al Qaeda. Il resto si fa con intellgience, monitorando i pericoli e indagando. E migliorando l’immagine, togliendo l’acqua all’ideologia dei terroristi. Il presidente si riserva comunque il diritto di colpire ovunque e comunque non ci sia un’entità statale che collabora (o che non sia in grado di farlo). Questo è un tema controverso: si dice che non si useranno i droni se non in alcune occasioni, ma ci si lasciano le mani abbastanza libere. Di certo l’uso sarà ridimensionato. Obama fa riferimento anche alla libertà di stampa: i reporter non vanno perseguiti, nemmeno se rivelano segreti di Stato. Questa è una difesa dalle accuse di essere il più duro di sempre nel perseguire le fughe di notizie confidenziali relative alla sicurezza. Infine, questo è un discorso importante. A differenza che su altre questioni, qui Obama ha abbastanza potere per poter decidere da solo quali politiche adottare. Quello di oggi è un discorso che delinea la sua visione. Gli attacchi di Boston, quello di Woolwich e il permanere di un sentimento diffuso che vede nell’America il male da combattere con ogni mezzo ci ricorda che di politiche intellgienti c’è bisogno. Se queste lo siano è un altro discorso.

PS questo è scritto prima di sentire il discorso e senza aver letto le critiche dei super esperti. Se ci saranno cose interessanti da aggiungere ci si tornerà sopra.

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