Rand Paul, Ron, i libertari e l’M5S

IMG_0568Ancora un parallelo tra politica americana e grillismo. Stavolta generato da un tweet nel quale Gianni Riotta metteva in parallelo il filibustering (ostruzionismo) del senatore del Kentucky Rand Paul e la politica italiana: vedo Rand Paul parlare e penso al prossimo parlamento italiano, scriveva all’incirca Riotta. Di che parlava? E aveva ragione? Un po’ si. Guardate la foto qui sopra, scattata la scorsa estate fuori dalla convention repubblicana di Tampa e dite se i militanti pro-Ron Paul vi sembrano dei figuri della destra americana. Ma andiamo con ordine. Rand Paul è figlio di Ron e di nome fa Howard. Eppure il nome è un diminutivo e non rimanda a Ayn Rand, scrittrice e pensatrice teorica di individualismo estremo ed egoismo sociale, tra i pensatori che ispirano i conservatori e i libertari americani. Ron Paul compreso. Rand è stato eletto nel 2010, quando il movimento dei Tea Party ha regalato una enorme vittoria ai repubblicani, spostandone ulteriormente a destra l’asse. Ma Rand, come Ron non è esattamente destra conservatrice. La cultura libertaria, più forte e spiccata nel brand paterno, è un bizzarro mix di laissez faire estremo, odio verso i poteri forti istituzionalizzati, costituzionalismo americano preso alla lettera e altro ancora. Per capirsi: si alla liberalizzazione delle droghe perché ognuno fa quel che vuole (ma poi non ci venisse a chiedere di essere curato), no alle guerre perché l’America sta bene per conto suo, fuori dall’Onu, abolizione della Federal reserve (il signoraggio!) e poi posizioni conservatrici in materia di religione. I politici libertari hanno principi veri, a differenza della maggioranza dei repubblicani. Per questo Rand Paul ieri ha chiesto la parola in Senato e ha parlato per 12 ore di seguito, una cosa che nessuno faceva dal 1957. L’idea era quella di fare ostruzionismo alla nomina di John Brennan a direttore della CIA. Un modo per esprimere contrarietà alle pratiche messe in atto dall’agenzia negli ultimi anni: uccisioni extragiudiziali, anche di cittadini americane, concepite, nei memo della presidenza, anche sul suolo nazionale. O la politica dei droni. Entrambi porcherie giuridiche, la vera macchia dell’amministrazione Obama, una macchia che si fa ogni giorno più grande e che Paul avrà dato una mano a evidenziare. Il senatore si è così stagliato come un uomo dai prinìipi saldi e dato forza al lungo processo che lo vedrà candidarsi alle primarie repubblicane nel 2016 ed essere un contendente estremo ma forte (la rete del padre, i conservatori, la giovane età, la limpidezza ideologica). Non vincerà ma sarà molto scomodo. Qui l’inizio dell’intervento di Paul nell’aula del Senato.

Che c’entra questo con il Parlamento italiano di cui parla Riotta? E’ facile no? Gli italiani hanno appena dato enormi consensi a un movimento imbevuto di un’ideologia gassosa ma ricca di parole d’ordine forti e princìpi. Qui e la ci sono delle affinità con i libertari (come ci ha ricordato il video del deputato Paolo Bernini che ci parla di Zeitgeist, del complotto massone e così via), poi c’è una specie di afflato mistico rivoluzionario che pura richiama al movimento dei seguaci di Ron Paul, che incontrati ovunque in America mostrano di essere i più formati, dediti e senza fini di carriera tra i militanti politici Usa. E che sono tutti immancabilmente giovani, usano le tecnologie e raccolgono fondi nonostante non abbiano dietro poteri e miliardari (il Tea Party, invece è stato ultra finanziato da molti miliardari piuttosto cattivi). Terzo aspetto sono i principi: se ho un’ideologia che mi scalda il cuore, avrò princìpi più saldi e non farò compromessi. Da libertario come da appartenente al movimento 5 stelle. I risultati sono meno importanti, forse. Poi naturalmente ci sono le differenze. rand Paul non vorrebbe mai sentir parlare di beni comuni e se ne frega delle energie alternative. Ma, questo è il terzo o quarto post in materia, la cosa interessante per cui seguire il movimento 5 stelle è, mi pare, la scossa che sta dando alla politica italiana, alle sue forme e alle modalità di organizzazione. In questo il M5S, che ha mille aspetti sbagliati e/o persino inquietanti, ha svolto una funzione. Come potrebbe svolgerà Rand Paul nel 2016 su un partito repubblicano vecchio, rivolto al passato e ideologico solo quando gli conviene. E come in parte, droni esclusi, ha svolto Obama nel 2008.

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