Perché ho perso. L’incredibile analisi di Romney

A più di una settimana dal voto, depositata la polvere e cominciata la guerra attorno al deficit. Nella prima conferenza stampa Obama a promesso di impedire il precipizio fiscale ma anche detto: se i repubblicani non accetteranno di aumentare le tasse ai ricchi, io non accetto altri compromessi. Obama sa che la maggioranza degli americani è favorevole alla misura e che non accettare significherebbe far aumentare le tasse a tutti. Il giorno dopo si passerebbe alle accuse reciproche e gli americani sarebbeor furiosi soprattutto con i repubblicani (i sondaggi indicano che darebbero a loro la colpa). Sul cambiamento climatico, riportato in testa alle notizie dal disastro provocato da Sandy, Obama ha detto: sarà difficile fare passi seri in quella direzione, il problema c’è ma le scelte sono troppo diffiicili da fare in questo momento. Ovvero tra disoccupazione, crescita lenta e repubblicani no siamo in grado di avere coraggio. Si andrà avanti con efficienza, sgravi fiscali, investimenti in nuove tecnologie. Qualcosa, ma non quel che serve.

Ma veniamo a Mitt. Ieri ha tenuto una conference call con i donatori per spiegare come mai sia successo che ha perso. La spiegazione è la seguente: la mia campagna è stata efficente e la sconfitta inattesa. “Avevamo sottovalutato che l’amministrazione Obama ha fatto enormi “regali” ed è stato “molto generoso” con ispanici, neri e giovani. Per questo questi gruppi hanno votato in percentuali enormi il candidato e sono andati ai seggi più che in passato. Romney ha citato il taglio dei tassi sui prestiti agli studenti, la possibilità di rimanere nell’assicurazione sanitaria dei genitori fino a 26 anni e la contraccezione gratuita. Sugli ispanici Romney ha nominato quella che ha definito “sanatoria” ai figli degli immigrati (misura che aveva contrastato, poi quasi appoggiato e ora condanna di nuovo).
Obama, insomma ha fatto delle scelte politiche. Alcune delle quali oggi i repubblicani chiamano a gran voce. Ad esempio la riforma dell’immigrazione. Dopo aver fatto leggi tremende in Arizona e Alabama ed aver umiliato gli ispanici cancellando dai curricula scolastici i riferimenti alla cultura ispanica negli Stati dove i messicani vivevano prima che fosseo Stati Uniti (Texas, Arizona), ora parlano di riforma. Ovvero cambiano opinione proprio come Romney (almeno il miliardario mormone ha insegnato loro qualcosa). Una sola valutazione: Romney per 3 settimane dopo il primo dibattito aveva giocato al campione moderato. Ora, per continuare a sopravvivere come attore della poitica Usa, ha solid e un database di donatori da 900 milioni di dollari, torna a destra. Pessimo candidato espresso da un partito che tranne per poche eccezioni non è in grado di leggere la realtà e vedere nelle politiche di Obama buon senso e non regali. E, come sempre, anche un po’ razzista.

 

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