Ritorno in New Jersey

E’ passata quasi una settimana, nulla, e la situazione nello Stato più colpito da Sandy è tutt’altro che normale. Ho visto molto poco, quel che si riesce arrivando a Hoboken, davabti a Manhattan e trasferendosi in auto verso Jersey City, un paio di chilometri di viaggio. La città natale di Frank Sinatra è ancora messa male. Sul lungo-fiume c’è subito una collina e dietro un avvallamento. Sulla collina belle case primo novecento, dove la corrente è tornata. Dietro case belle e brutte, la high street con i negozi. Al buio e al freddo, che oggi tira un vento gelido. Davanti alla stazione dei treni, chiusa, distribuiscono la benzina gratis, una tanica alla volta. C’erano un migliaio di persone in fila ad aspettare (nella foto un brandello di fila). La benzina serve per i generatori o per far andare la macchina. I trasporti pubblici non funzionano e non si ha indicazione di quando torneranno a funzionare. In un Paese dove ci si muove in macchina e i negozi sono lontani è dura farcela con il serbatoio vuoto. Anche molte caldaie vanno a gasolio. A Jersey City tutto è più normale. Ancora molti negozi allagati chiusi, mobili e materassi da buttare in strada, alberi ancora per terra o tronchi mozzi appena tagliati, qualche strada chiusa a traffico. La gente che si saluta e sulle vetrine l’invito ad entrare per riscaldarsi o a ricaricare il cellulare per quelli che la corrente ancora non ce l’hanno. Sono sempre meno, ma ci sono. In tutto lo Sttao c’è un po’ di confusione su dove e come votare. I seggi saranno aperti anche domani e lunedì. E laddove non c’è corrente si tornerà a votare con le schede (in NJ ci sono le voting machines). Se avessi una macchina (e della benzina) domani andrei a sud. Andrò a vedere la settimana prossima, dopo il voto. Spero comunque che sia tardi e tutto sia tornato normale. A Manhattan le cose sono più o meno ok: la gente della parte alta non si è accora di nulla. Nel lower east e nella parte bassa dell’isola ieri notte era ancora tutto buio. Nei Village, dove la strada è lastricata con pietroni, se non si alzava la testa sembrava di essere in un villaggio dei primi del ‘900. Pochissimi locali aperti, pieni di gente del vicinato che beveva a lume di candela. Anche qui, come la settimana scorsa a Jersey City, un forno a legna garantiva pizza calda e locale affollato. Fuori dai locali la gente si riaccompagnava a casa per paura del buio. Un buio come quello della foto qui accanto, illuminato dai fari di un taxi (a proposito, due tassisti su due hanno provato a farsi pagare doppio, facendoci fare la strada a piedi per ripicca).

Chiudo con un video. In campagna elettorale e nei dibattiti tutti hanno ignorato il tema del cambiamento climatico. Sandy ci ha svegliati tutti. O almeno speriamo. Il video qui sotto è un attacco a Mitt Romney e ai repubblicani. Obama aveva promesso molto in materia. Ha fatto qualcosa, va detto. Non è mai abbastanza, non in un Paese energivoro e incapace di cambiare abitudini.

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