L’ultimo spot di Clint. Senza sedia

Se vivi in Ohio a questo punto della campagna elettorale avrai visto qualche migliaio di spot elettorali. Con i sondaggi che danno i due candidati appaiati in quasi tutti gli swing states le campagne e i SuperPac – i comitati politici che possono spendere raccogliendo soldi a palate in forma anonima – continuano a comprare spazi ovunque. Poi, come spiegava un giorno fa Bob Shrum, capo della campagna di John Kerry nel 2004, “C’è chi compra un po’ per volta e spende sempre di più perché nei mercati dei media locali più ci si avvicina al voto e più i prezzi si alzano e chi compra tutto insieme e per un minuto paga tanto quanto il concessionario d’auto sulla superstrada”. L’efficacia degli spot è discutibile: quando ne hai visti duemila non sai più cosa o chi ti abbia convinto. Il pubblico dice di non sopportarli. Tanto più che quest’anno sono fatti di attacchi e insulti. Poi però il rumore di fondo rischia di influenzare. Quello qui sotto è l’ultimo spot di American Crossroads, il SuperPac fondato da Karl Rove. Che, forse è un errore, rimette Clint Eastwood (senza sedia vuota) in careggiata. Il rischio è quello di far ricordare a tutti la pessima scena della convention. L’efficacia è quella di parlare a certo pubblico arrabbiato come il vecchio Clint.

Nei prossimi giorni usciranno sondaggi a tonnellate. Servono e non servono. Quelli nazionali non servono più. Capire chi prenderà più voti in assoluto non ha più senso. Se un candidato stravince nei suoi Stati sicuri Texas, Arizona, Georgia, ecc. ma l’altro vince di poco nei suoi (New York, California, New Jersey, ecc.) in Colorado, Ohio, e Virginia, vince il secondo. I sondaggi che contano davvero a questo punto sono Ohio, Florida, Virginia, Iowa, New Hampshire, Nevada. Forse Wisconsin, Colorado e North Carolina. In 5 di questi Stati Obama è in vantaggio. Florida e Virginia molto incerte, la prima tendente a Romney. Così vince Obama. Ma aspettiamoci ancora sorprse nei numeri. Quel che conta molto, ormai, è la partecipazione al voto. Quanti vanno a votare e dove. In Usa si vota anche in anticipo (il girono delle elezioni è martedì, un giorno lavorativo). Quest’anno più gente sta andando a votare prima che nel 2008, quando fu un record. Qui Obama, che organizza attivamente il voto in anticipo per avere più tempo di ripetere “ricordati di votare”, sembra in vantaggio mostruoso. Ma sono congetture o spinning della campagna.

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