Romnesia e le donne

Forse oggi cominceremo a capire meglio l’effetto del secondo dibattito nell’opinione pubblica. Da due giorni si discute di una rilevazione Gallup che da a Romney sei punti di vantaggio. Sia Larry Sabato che Nat Silver, tre le migliori teste analitiche di numeri in circolazione hanno detto che non è particolarmente credibile. Per i precendenti e per la differenza da tutti gli altri sondaggi. Vedremo. Certo che un po’ di preoccupazione in casa Obama c’è. Clinton in Ohio ha attaccato duro Romney e difeso l’idea di welfare per tutti e quella di accesso alla middle class. (dal vivo con relativamente poca gente è magistrale). Springsteen con lui ha dato il meglio. Biden ha sparato ad alzo zero su Ryan e persino Obama ormai scherza e attacca il repubblicano. Segno di una campagna elettorale che resta fino alla fine fatta di differenze e non di promesse. E di framing negativo dell’avversario. Guardate Obama scherzare su Romney. La tira troppo per le lunghe ma è efficace: il candidato che ha corteggiato i conservatori per mesi e oggi si vende come moderato soffre di “romnesia”, ma per fortuna anche se è una malattia contratta in passato, la riforma sanitaria copre anche lui, scherza il presidente. La cosa interessante di questo video è però un’altra. Guardate dietro Obama e trovate un uomo. Non c’è. Non è che il pubblico dietro al palco sia li per caso. Sono persone che la campagna sceglie. Di solito c’è un gran misto. Vecchi, giovani, di tutte le provenienze e di entrambi i sessi. Non adesso: le donne sono l’elettorato più indeciso e i temi che le riguardano sono una delle grandi differenza con Romney. Dopo la gaffe del repubblicano sui faldoni pieni di donne, i democratici ne approfittano.

Nono ci sono solo i gruppi, ma anche gli Stati. Ad Esempio l’Ohio. Se Obama vince qui, probabilmente vince dappertutto. E qui ha carte buone da giocare. Disoccupazione più bassa e salvataggio dell’industria dell’auto. E operai bianchi che lo voteranno in maggioranza. Una mezza novità. Comunque è bene ricordar loro le differenze. Con questo spot.

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