Il dibattito fine di mondo

Raramente nella storia recente delle elezioni Usa un dibattito come quello che andrà in onda domani notte dalla Hofstra University di Long Island ha pesato tanto. La pessima prova di Obama a Denver ha davvero prodotto il primo salto nei sondaggi da parte di Mitt Romney. I dati appena diffusi da Abc/Washington Post segnalano che il presidente è ancora in vantaggio 49 a 46 tra i likely voters, coloro che decidono di andare a votare – e su quanta gente si riesce a portare alle urne si gioca una battaglia fondamentale, ho intervistato Sasha Issenberg in materia, l’intervista uscirà su Pubblico.Romney è risalito molto quanto all’enturiasmo dei suoi, cosa cruciale, proprio quando si parla non di preferenze generiche ma di voto effettivo. Obama è forte, ma indietro. Come restituire entusiasmo? Con uno sforzo collettivo della campagna (Clinton, Springsteen e chiunque altro) e una buona prova domani notte.

Qui sotto Robert Gibbs ammette che la performance del presidente a Denver è stata un disastro e che Obama sarà più aggressivo.

Obama si è preparato più e meglio della scorsa volta e, anziché cercare di contrapporre argomento ad argomento, spiegarsi, cercherà di contrattaccare su ricchi, sanità, spese militari e di spiegare le proposte degli avversari per quel che sono: il succo è che Romney sostiene di poter abbassare le tasse e non tagliare alcuni programmi di welfare e parallelamente ridurre il deficit. Mancano alcuni miliardi nei suoi conti, è aritmentica, come gli ha ricordato Bill Clinton alla convention repubblicana. La difficoltà, questa volta, sta nel fatto che il dibattito avviene come fosse un town hall, un botta e risposta con il pubblico. Saranno elettori X non di parte a fare le domande, quindi sarà più difficile interrompersi a vicenda e darsi addosso senza mancare di rispetto. Ma sarà più facile usare le parole e gli argomenti dei cittadini che pongono la domanda per offrire i propri argomenti. La pressione è per Obama: se sbaglia di nuovo potrebbe davvero auto infliggersi un danno. Le elezioni le perde lui, non le vince Romney.

A proposito di Mitt, ecco un secondo video prodotto da DailyKos nel quale i due Romney parlano due lingue diverse. Quella delel primarie per un pubblico conservatore e quella della campagna elettorale, per un pubblico moderato. La cosa vale in generale: Obama non menziona più i fat cats di Wall street nei suoi comizi. O se lo fa usa un linguaggio diverso. Gli maericani sono ingenui e ci cascano. Ma sempre meno: i segnali che gli spot Tv non cambiano le opinioni delle persone sono in rapido aumento. Sia nelel interviste individuali che in forme pià scientifiche di monitoraggio tutti dicono: leggo e mi informo, gli spot sono divertenti, ma niente di più. Anche se per mandarli in onda quest’ano di sarà speso poco meno di un miliardi di dollari.

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