Che pensa il team Obama del dibattito?

Si è appena conclusa una conference call con Ben La Bolt e David Axelrod – capo della comunicazione e stratega di Obama 2012 – sul dibattito con Romney. In estrema sintesi il modo in cui spiegano la pessima performance di Obama è: il presidente parlava agli americani delle cose da fare per ricostruire una middle class forte, Romney cercava la performance e, di conseguenza, è stato più brillante. “La performance era quel che cercava, ma non era basata su fatti. A partire dalla prima risposta in poi l’obbiettivo era infilare le battute che aveva mandato a memoria” dice Axelrod e poi fa esempi di cambi di posizione del candidato repubblicano. “Dopo la proposta di Obama alla convention di assumere 150mila professori, disse in un comizio: non servono nuovi teachers. Ieri voleva assumerne anche lui”. Inoltre, Romney non fornisce alternative alle leggi che promette di cancellare. Su regole per le banche e Obamacare ha detto, regole servono e copertura sanitaria importante, ma senza entrare in particolari.

La campagna Obama spiega che la scelta di non parlare di Bain Capital, delle donne e del 47% è voluta. Non volevano dare l’immagine di due politici che litigano su un palco ed è quello che probabilmente vogliono i sostenitori del presidente. Ma la scelta è stata di parlare agli americani. “Abbiamo fatto la scelta giusta? Romney è uno che manipola la realtà e di conseguenza rivedremo il dibattito e faremo le nostre valutazioni”. Ovvero: aspettatevi un altro atteggiamento al dibattito numero due. Infine secono la campagna gli elettori, a leggere le prime rilevazioni, danno la vittoria a Romney ma non cambiano idea sul voto. In realtà l’effetto sui sondaggi lo capiremo tra almeno 5 giorni, spiegano i sondaggisti: per costruire un campione vero serve quel tempo. Che farà la campagna nei prossimi giorni? “Cercheremo di dare una chiara idea delle cose che Romney non ha detto ieri su tasse, banche e altro”. Ovvero, a prescindere dallo spin che fanno oggi, si sono resi conto di aver fatto mezzo passo falso a si aggrapperanno alla giugulare di Romney. L’errore è solo a metà, gli indecisi sono pochi, per parlarci forse non occorre spararle grosse ma rassicurare (gli indecisi sono quelli a cui non piace un presidente nero e liberal). Obama però appare appannato. D’accordo, questo non è l’anno di Hope&Change, ma sarebbe comunque un anno di grandi scelte. In America come in Europa. Nessuo ha però il coraggio di proporne. Solo i tecnici e le banche centrali. E propongono quelle sbagliate.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s